Panchine in sicurezza
Ricordate le opere letterarie e artistiche del Futurismo? Da Parole in libertà a La città che sale di Boccioni, passando per Dinamismo di un cane al guinzaglio? Il rifiuto del passato, l’esaltazione della modernità, del movimento e della velocità?
Ebbene, in perfetta continuità storica con i loro predecessori, i futuristi del nuovo millennio hanno in serbo per noi idee di portata rivoluzionaria. Al netto delle lungimiranti e originali proposte contenute nel cosiddetto “documento ideologicoprogrammatico” pubblicato nelle ultime settimane a livello nazionale, l’intellighenzia nostrana del partito dell’ex generale in pensione ha partorito, tra un torneo di calcetto e un gazebo di solidarietà a Mario Roggero, un’iniziativa così innovativa da far impallidire chiunque. Si tratta dell’italianissima panchina tricolore.
Un’intuizione avanguardistica, destinata a imprimere una svolta epocale all’arredo urbano dei comuni italiani che la adotteranno. Perché anche una panchina, nel meraviglioso mondo della propaganda identitaria, può diventare un campo di battaglia.
Meritano una menzione d’onore gli slogan utilizzati per lo sfavillante lancio dell’iniziativa, tra i quali tocca, a malincuore, ricordare: “Basta panchine per le varie minoranze”. Piuttosto ironico, visto che il loro leader nega l’esistenza del femminicidio.
Saranno forse troppo ingombranti le panchine rosse contro la violenza sulle donne nelle nostre piazze?
Rimanendo in tema di avvenimenti imprevedibili e rivoluzionari è giunta di recente la notizia dell’adesione a Futuro Nazionale da parte di alcuni volti già noti della politica lucana. Raccontano romanticamente il loro cambio di casacca come un ritorno agli antichi principi, e rimproverano al loro ormai ex partito (FdI) di aver smarrito quei valori che, a quanto pare, fino a ieri ritenevano ancora sufficientemente presenti da giustificare la propria permanenza.
Non ci resta dunque che augurare loro buona militanza nel nuovo partito, auspicando soprattutto che questa sia l’ultima tappa della corsa alla ricerca della “vera destra” della politica.
Comunque sia, per il raggiungimento degli obiettivi politici che Futuro Nazionale si propone, i suoi militanti sul territorio regionale sembrano essersi messi subito al lavoro per creare quello che, evidentemente, deve essere l’ingrediente segreto del successo: la paura.
Perché, in fondo, non c’è bisogno che un luogo sia veramente insicuro: è sufficiente che qualcuno lo racconti come tale. Ed è così che episodi singoli, vengono presentati come la prova di un degrado generalizzato, alimentando la percezione di vivere in una condizione di emergenza permanente. I numeri, però, smentiscono.
Secondo l’Indice della criminalità 2025 del Sole 24 Ore, la provincia di Potenza si colloca al 105° posto su 106, con 1.982,99 denunce ogni 100mila abitanti, mentre Matera è al 90° posto, con 2.644,13. Entrambe, dunque, sono ampiamente al di sotto della media nazionale. E se almeno una volta possiamo gioire di un piazzamento negli ultimi posti, questo è certamente uno di quei casi.
