Basilicata, imprese e isolamento

Lontani o liberi da tutto?


Pensare di avviare un’impresa in Basilicata non significa solo fare i conti con la competizione del mercato. Significa fare i conti con una distanza: geografica, economica ma anche socio-culturale. Un isolamento che per anni è stato considerato come limite ma che ci permette di dare una nuova chiave di lettura in cui il territorio lucano gode di autonomia e libertà. È da qui che nasce il paradosso dell’industria lucana: essere lontani da tutto rappresenta un ostacolo oppure è una forma inattesa di libertà?
A confermare questa condizione di isolamento non sono solo le impressioni territoriali ma anche i dati. La Basilicata presenta un divario strutturale rispetto al Centro-Nord sia in termini di infrastrutture sia in termini di dinamica economica. Il PIL pro capite regionale, seppure superiore alla media del Mezzogiorno, resta ben distante da quello del Centro-Nord. Nei fatti si parla di oltre 33 mila euro contro circa 22 mila: questo evidenzia chiaramente il gap persistente nello sviluppo economico. Inoltre i dati SVIMEZ mostrano una criticità nella resilienza agli shock esterni da parte dell’economia lucana. Difatti il Pil regionale ha registrato una variazione del -5,7% tra il 2019 ed il 2023.
Ma cosa intendiamo con isolamento? Per isolamento si fa riferimento a una condizione che coinvolge infrastrutture e sistema produttivo. L’isolamento è la difficoltà di un territorio, e pertanto delle imprese che operano al suo interno, a connettersi con i principali flussi economici. È una distanza non solo fisica quanto economica ed organizzativa che incide in varia misura sulle possibilità di crescita e sviluppo. Le conseguenze sono molteplici ma non sempre unicamente dannose. L’isolamento in Basilicata si traduce innanzitutto in una riduzione delle opportunità: operare in un mercato ristretto costringe le imprese lucane a fare i conti con minori possibilità di espansione e di attrarre investimenti. Questa dinamica è il primo anello di un circolo vizioso che, vista la scarsità di occasioni, costringe spesso i giovani a partire riducendo ulteriormente la vitalità economica, oltre che sociale, del territorio. Un esempio concreto si osserva nel polo automotive di San Nicola di Melfi dove la presenza dello stabilimento industriale “Stellantis” ha rappresentato per anni uno dei principali motori dell’economia regionale. Nonostante questo però, la distanza dai grandi centri economici e la debolezza del tessuto imprenditoriale lucano rendono il sistema vulnerabile. A queste difficoltà si aggiungono anche quelle della filiera stessa; la sua dipendenza da decisioni esterne e una scarsa diversificazione produttiva dimostrano come anche un grande insediamento industriale, in attività dal 1994, possa risentire delle conseguenze dell’isolamento.
Tuttavia, qui non si vuole offrire una lettura solo critica dell’isolamento che rischia di essere semplificatoria e di rientrare in quell’atteggiamento di Meridionalismo passivo.

Infatti, in molti casi, la distanza dai grandi circuiti economici consente lo sviluppo di produzioni di nicchia, legate spesso alle tradizioni del territorio e quindi meno esposte alla concorrenza globale. Basti pensare a come queste caratteristiche, sommate alla grande affluenza turistica degli ultimi anni, abbiano portato allo sviluppo di imprese lucane soprattutto nell’area di Matera e di alcuni piccoli borghi. Questa valorizzazione delle produzioni locali preserva l’autenticità dei prodotti e ha ricadute positive, a sua volta, sul turismo stesso.
Volgendo uno sguardo alla direzione, e ai progressi, delle politiche della nostra regione negli anni sono state intraprese strategie politiche volte a ridurre  perlopiù la distanza dai mercati esterni. Le politiche in oggetto hanno sempre riguardato soprattutto un tentativo di potenziare le infrastrutture, sia fisiche che digitali, anche grazie all’utilizzo di fondi europei e/o nazionali. Nel campo della digitalizzazione, ad esempio, va ricordato il Piano BUL (Banda Ultra Larga) per garantire connessioni Wi-Fi stabili e veloci in tutta la Basilicata raggiungendo oggi una copertura pari al 54%. Tuttavia, tali interventi hanno dimostrato negli anni dei limiti significativi. La frammentazione delle politiche da attuare, oltreché i ritardi nella realizzazione delle opere, rendono evidente come la questione dell’isolamento non possa essere risolta solo con investimenti materiali e saltuari. La necessità principale dell’economia lucana, a nostro parere, è quella di riuscire a costruire delle relazioni stabili e durature con partner terzi e delle nuove connessioni economiche, che siano capaci di integrare le nostre imprese in reti produttive più ampie riducendo così la nostra dipendenza da interventi esterni.
Ad oggi c’è un ulteriore vantaggio per le imprese locali nella battaglia contro l’isolamento rappresentato dalla digitalizzazione. Oggi le imprese sono sempre meno vincolate al territorio e hanno la possibilità di inserirsi in mercati immateriali sempre più ampi. In questo contesto, però, emerge anche l’altra faccia della medaglia: il capitale è diventato altamente mobile e spesso non viene reinvestito localmente; al contrario, le imprese tendono sempre più a delocalizzarsi, allontanandosi dal territorio di origine.
In definitiva, emerge un’ambivalenza di fondo: l’isolamento in Basilicata pesa e limita, ma al tempo stesso apre spazi inattesi. Misurandosi con il resto del mondo, la nostra economia può sembrare distante o incompatibile, eppure proprio in questa distanza nascono opportunità nuove. La sfida per la Basilicata oggi non è dunque quella di cercare di uscire disperatamente dalla propria condizione di isolamento, ma di trasformarlo in una risorsa rafforzando le connessioni essenziali senza perdere quella marginalità che, se governata, può diventare un vantaggio competitivo.

Essere lontani da tutto, allora, non è solo un limite ma rappresenta un’occasione di costruire un futuro diverso da quello che sembrerebbe inevitabile.

Autori

Ciao, piacere di conoscerti👋
dalla redazione di NumeroZero

Iscriviti alla nostra Newsletter per rimanere aggiornato sulle prossime pubblicazioni

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *