Si paga il conto ma

SENZA SPORTELLO

La desertificazione bancaria in Basilicata


In Basilicata l’isolamento non si vede solo sulla mappa, non si misura solo in chilometri o con confini netti. L’isolamento, specialmente nelle aree interne, è dato dalla sottrazione di tutta una serie di servizi atti a rendere un’area abitabile: nel momento in cui questi servizi vengono meno, il territorio inizia a diventare sempre più invisibile anche agli occhi di chi, in quel territorio, ci vive. 

Quando a scomparire sono i servizi, i collegamenti, le opportunità vivere diventa più complicato e restare risulta  una scelta sempre più difficile. 

Una situazione tristemente normalizzata che si costruisce col tempo, sotto gli occhi di tutti, mentre qualcosa smette di funzionare, qualcosa chiude, qualcosa non arriva più e la vita procede lenta nella normalità quotidiana. 

In quest’ottica la desertificazione bancaria, ovvero la  progressiva chiusura degli sportelli bancari, rappresenta uno dei segnali più evidenti di questo processo. Per molti cittadini lucani, anche un’operazione semplice come quella di prelevare del denaro può trasformarsi in una difficoltà, quando lo sportello più vicino si trova a chilometri di distanza.

Proprio in questa distanza quotidiana il fenomeno diventa esperienza concreta. Chi vive in Basilicata è così abituato a mettersi in cammino ogni giorno. Non per scelta, né per vocazione, ma per necessità. È un movimento silenzioso e continuo, fatto di chilometri per raggiungere un ospedale, una scuola, un ufficio, un servizio essenziale. Un andare che non ha nulla di straordinario e proprio per questo diventa invisibile. Eppure, in questo spostarsi obbligato si misura una distanza più profonda di quella geografica: quella tra cittadini e diritti, tra territori e opportunità, tra ciò che dovrebbe essere garantito e ciò che, invece, resta ogni giorno da conquistare.

É in questo tragico scenario che i numeri della desertificazione bancaria in Basilicata assumono un significato ancora più profondo.

Ad oggi sono circa 88.000 le persone che risiedono in comuni che non registrano la presenza di alcuna banca, mentre al 52% di esse è stato negato l’accesso agli sportelli bancari dal 2015 ad oggi. 

Nell’ultimo decennio il fenomeno della desertificazione bancaria si è acutizzato all’interno del territorio lucano, specialmente nelle aree più interne e nei paesi già colpiti da un forte calo demografico. 

Attraverso un’attenta analisi a cura della Federazione Italiana Reti di Servizio del Terziario (FIRST CISL) risultano circa 117.000 i lucani che risiedono in comuni che hanno un solo sportello, 8mila in più negli ultimi dodici mesi, un dato che preoccupa l’aumento dei richiedenti. 

Un esempio concreto della sempre più vasta diffusione di questo fenomeno è il caso di Pignola. Nonostante si tratti di uno dei comuni più popolosi della regione, con circa 6.700 abitanti, è rimasto completamente privo di sportelli bancari dal luglio 2023, collocandosi come il più grande centro lucano senza alcuna banca. E’ immediato cogliere come, in un centro così grande, la chiusura della banca possa avere conseguenze dirette sulla vita quotidiana dei cittadini, ponendoli nella condizione di doversi spostare nei comuni limitrofi per compiere le più semplici operazioni bancarie. 

Una situazione complicata specie per i cittadini più anziani, che hanno poca dimestichezza con la tecnologia e incontrano non poche difficoltà nell’utilizzo dei servizi online.

Proprio in  questa difficoltà si  rende evidente come la desertificazione bancaria sia strettamente legata al processo di digitalizzazione del settore, che ha progressivamente spostato molte operazioni sull’internet banking.

In media circa il 56% degli Italiani sceglie di utilizzare la possibilità di gestire il proprio credito attraverso applicazioni digitali,in Basilicata ne ha dimestichezza solo il 41% della popolazione e solo il 38% ne usufruisce,rendendo più difficile la chiusura degli sportelli. Di conseguenza, la trasformazione digitale del settore bancario, anziché attenuare il problema rischia di amplificare gli effetti nelle aree più fragili. 

In questo contesto, Jean Baudrillard, sociologo francese, sostiene che nella società contemporanea la realtà venga progressivamente sostituita dai segni attraverso i media. Nel caso delle applicazioni bancarie, la banca tende a trasformarsi in un luogo virtuale, riducendo l’interazione umana con il cliente e generando un numero sempre maggiore di servizi digitali.

La mappatura dei rimanenti sportelli aperti in Basilicata evidenzia inoltre un divario generazionale tra i giovani e i cittadini più anziani: i primi scelgono l’efficienza delle applicazioni bancarie, mentre la “vecchia guardia” rimane fedele al rapporto diretto con lo sportello, spesso senza ricevere la giusta formazione e assistenza per l’utilizzo dei servizi digitali.

Autori

Ciao, piacere di conoscerti👋
dalla redazione di NumeroZero

Iscriviti alla nostra Newsletter per rimanere aggiornato sulle prossime pubblicazioni

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *